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15 Ottobre 2020

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Crisanti: “il tracciamento del virus è collassato”

“Siamo di fronte a un incremento di contagi che testimonia l’incapacità di mantenere sotto controllo il virus in Italia. Il sistema di tracciamento è collassato”: non usa mezzi termini il virologo Andrea Crisanti, anticipando i temi al centro del suo intervento previsto per giovedì 19 novembre al Focus Live.

Lo scienziato, che in questi giorni ha scosso le coscienze ipotizzando la necessità di un nuovo lockdown a Natale, avverte subito che “ci aspettano mesi difficili, ce ne stiamo rendendo conto tutti”.

Eppure quest’estate i contagi erano ridotti al lumicino. “Solo per effetto del lockdown – chiarisce Crisanti – e della rimozione progressiva dei divieti. A maggio e a giugno quando la trasmissione era sotto controllo avremmo dovuto investire evitando i contatti di ritorno dai paesi limitrofi e organizzando gli strumenti per affrontare l’autunno”. E, invece, si è innescato un dibattito scientifico (“e faccio fatica a dire scientifico”) tra coloro che dicevano che il virus era morto e gli altri secondo i quali sarebbero bastate poche persone infette per far ripartire l’epidemia: “è stato un alibi – sottolinea – un alibi per non intervenire”.

Crisanti ammette che sono stati fatti importanti investimenti sul fronte delle terapie intensive, ma siamo in ritardo clamoroso su tutto il resto. A cominciare dai tamponi. “Nelle scuole – suggerisce – si potrebbero utilizzare i tamponi rapidi antigenici, utili per fare screening di grandi comunità. Questo ci permetterebbe di intervenire più rapidamente e isolare i contagiati”.

Lo scienziato, però, teme che sia troppo tardi: “abbiamo lasciato il 95% dei contatti a spasso. Le misure prese recentemente dal governo sono ispirate al buonsenso, avranno un impatto tra qualche settimana, ma non credo che da sole riusciranno a bloccare la trasmissione del virus”.

A Natale, quindi, staremo tutti blindati a casa? “L’unico modo per fermare i contagi – ribadisce Crisanti – è la limitazione di attività non essenziali. Si potrà così resettare il sistema diminuendo il contagio e ricominciando con il tracciamento sul territorio. Nel periodo natalizio i ragazzi hanno tre settimane di vacanze, se ne potrebbe aggiunge un’altra ancora, mentre molte imprese a Natale diminuiscono il loro giro d’affari. Certo, altre ancora lo aumentano. Bisogna trovare un compromesso. Il virus si esaurirà quando ci saranno un vaccino e delle terapie efficaci. Non prima”.

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