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25 Novembre 2019

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Quanto ci fa bene lavorare? – Con Giorgio Gosetti

Giorgio Gosetti, docente di Sociologia del lavoro e Organizzazione dei servizi presso l’Università degli Studi di Verona, ha raccontato quale impatto potrà avere la digitalizzazione sul mondo del lavoro. Il processo di cambiamento si è avviato nel 2000, perché sono aumentati i ritmi e anche le cose che sono richieste al lavoratore. I modelli del lavoro sono sempre più complessi e privi di confini. Viene data sempre più rilevanza all’iniziativa del lavoratore, che crea una forte polarizzazione del mercato del lavoro: i lavori a media retribuzione decrescono, aumentano i lavori a bassa retribuzione e per pochissimi quelli ad alta retribuzione. Si crea una clessidra retributiva. Le tecnologie più recenti introdotte sono oltretutto in grado di prendere decisioni in maniera autonoma. Come si affronta il cambiamento? Cercando di capire quali sono le aspirazioni delle persone e di metterle in rapporto con questi nuovi modelli del lavoro: un elemento è quello economico, ma altri elementi riguardano per esempio la valutazione della fatica o del tempo libero. Tutte le nuove forme di lavoro però sono pressanti nei ritmi e causano molto stress. Un altro aspetto è quello della conciliazione tra la vita e il lavoro: molto spesso avremo un’entità unica in cui vita e lavoro si mescolano.

Un’ipotesi molto fondata è che scompariranno i lavori a forte ripetitività. I lavori che non scompariranno sono i lavori a forte contenuto relazionale e tecnologico. Molto probabilmente chi oggi inizia la prima elementare quando sarà adulto farà un lavoro che oggi non esiste ancora.